Maternità anticipata: cos’è, diritti e doveri

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Come abbiamo visto nel nostro primo articolo dedicato alle informazioni sulla maternità, esiste per le donne lavoratrici il diritto alla maternità anticipata, anch’esso come tutti gli altri disciplinato dal Testo Unico sulla maternità e paternità.

Maternità anticipata: quando è prevista

Quando è prevista la maternità anticipata? Secondo quanto dispone il Testo Unico sulla maternità e paternità, il divieto di far lavorare le donne gravide è anticipato a tre mesi dalla data presunta del parto quando le lavoratrici sono occupate in lavori che, in relazione all’avanzato stato di gravidanza, siano da ritenersi “gravosi o pregiudizievoli”, recita il testo di legge.

Questi lavori sono individuati dal Ministero del lavoro tramite apposito decreto. L’attività ispettiva è demandata all’ispettorato dello stesso dicastero.
La Direzione territoriale del lavoro e la ASL dispongono l’interdizione anticipata dal lavoro delle lavoratrici in stato di gravidanza per i seguenti motivi:

  • nel caso di gravi complicanze della gravidanza o di persistenti forme morbose che si presume possano essere aggravate dallo stato di gravidanza;
  • quando le condizioni di lavoro o ambientali siano ritenute pregiudizievoli alla salute della donna e del bambino;
  • quando la lavoratrice non possa essere spostata ad altre mansioni.

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Maternità anticipata: diritti e doveri

Quali siano i diritti l’abbiamo visto in precedenza. Qualora la donna lavoratrice ritenesse leso il proprio diritto ad avere il congedo anticipato dal lavoro, il miglior consiglio che si può dare è quello di rivolgersi al sindacato o ad un legale dello stesso.

Gli enti a cui fare riferimento per far valere i propri diritti sono la Direzione territoriale del lavoro e la ASL. Questi enti sono stati indicati come gli unici a poter rilasciare l’autorizzazione all’astensione anticipata dal lavoro dal Decreto legge n° 5 del 9 febbraio 2012, che ha parzialmente riformato il testo unico sulla maternità.

La lavoratrice che si trovi nelle condizioni indicate al primo punto del paragrafo precedente (gravi complicanze della gestazione o preesistenti forme morbose) ha il dovere di recarsi presso l’Azienda Sanitaria Locale munita del certificato medico di gravidanza, del certificato attestante le gravi complicanze della gravidanza, nonché di qualunque altra documentazione che possa essere ritenuta utile ai fini della concessione della maternità anticipata.

Tornando ai diritti, l’interdizione anticipata dal lavoro prevede una retribuzione identica a quella per l’astensione obbligatoria. L’indennità di maternità è a carico dell’Inps e corrisponde all’80% della retribuzione, integrabile fino al 20% dal datore di lavoro. Di norma per le lavoratrici dipendenti l’indennità è anticipata in busta paga dal datore di lavoro. Per le lavoratrici agricole, domestiche e per le lavoratrici iscritte alla gestione separata Inps, l’indennità è invece erogata direttamente dall’inps.

Autore

Giornalista freelance, blogger e scrittore, inizia a collaborare a Lavoro e Carriere nel lontano 1999. Oggi è coordinatore editoriale della testata.

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