Agevolazioni per l’imprenditoria femminile in agricoltura

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Agevolazioni per l’imprenditoria femminile in agricoltura: per tutte le donne che hanno deciso di mettersi in proprio in Italia, il settore agricolo a differenza di quanto accadeva anche solo fino a dieci anni fa offre sempre maggiori opportunità di business. Dai primi anni 2000 viviamo un vero e proprio revival agricolo, soprattutto legato alle produzioni agricole e zootecniche di qualità, volte alla conservazione della tipicità e della storia dei nostri prodotti.

Agevolazioni per l’imprenditoria femminile in agricoltura: quali sono e come accedere

Le agevolazioni per l’imprenditoria femminile in agricoltura, a livello nazionale o locale, sono erogate tramite bandi di settore. Come tutti gli altri bandi per agevolazioni e finanziamenti, anche quelli per le agevolazioni in agricoltura sono pubblicati insieme alle linee guida che ne definiscono i criteri di valutazione. Sulla base di questi vengono poi stilate le graduatorie di accesso, pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale entro 90 giorni dalla chiusura dei bandi.
I requisiti necessari sono i medesimi richiesti per altre forme di sostegno alle imprese femminili, vale a dire:

  • titolarità per le ditte individuali;
  • almeno il 60% dei soci donne per società di persone e cooperative;
  • almeno 2/3 di quote detenute da donne per le società di capitali, il cui organo di amministrazione
  • deve essere composto da donne per almeno i 2/3.

Esistono poi contributi speciali, destinati alle sole imprese in agricoltura e non solo quelle femminili. Parliamo, ad esempio, delle agevolazioni per i giovani agricoltori di età compresa tra i 18 e i 39 anni, che subentrano a un parente entro il terzo grado nella conduzione dell’azienda familiare.

Poi ci sono i Fondi Strutturali Comunitari, destinati però alle sole aree individuate dalla normativa europea vigente, più precisamente:

  • le aree ammesse alla deroga di cui all’articolo 87 (già articolo 92), paragrafo 3, lettera c), del Trattato UE.
  • le aree ammesse a un regime di sostegno transitorio.
  • le aree che presentano rilevante squilibrio tra domanda e offerta di lavoro individuate dal Ministero del Lavoro.

Vengono ammessi a contributo i progetti riguardanti la produzione, trasformazione e commercializzazione di prodotti in agricoltura, con alcune specifiche limitazioni stabilite da disposizioni comunitarie e non devono prevedere investimenti superiori a 1.032.000 euro.

Poi ci sono i contributi e le agevolazioni regionali, come a titolo esemplificativo quelli erogati nell’ambito del Piano di Sviluppo Rurale Europeo dalla Regione Puglia.

Agevolazioni per l’imprenditoria femminile in agricoltura: link utili

Coldiretti Donna
Donne in campo

 

Autore

Redazione

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