Il lavoro al femminile nel settore della ristorazione e dei bar

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348.000 donne in Italia sono dipendenti nel settore della ristorazione e dei bar. Una delle pochissime categorie dove l’occupazione femminile è superiore a quella maschile: il 54% dei dipendenti, infatti, sono donne.

Lo afferma Luciano Sbraga, direttore Ufficio Studi FIPE (Federazione Italiana Pubblici Esercizi), l’associazione leader nel settore della ristorazione, dell’intrattenimento e del turismo, dove operano più di 300.000 aziende. Conta circa 1 milione di addetti e un valore aggiunto di oltre 40 miliardi di euro.

L’occupazione femminile, quindi, in questo settore non risente della discriminazione alla quale purtroppo sono ancora soggette molte altre figure professionali. Da Nord a Sud nei bar e nei ristoranti c’è una predominanza di dipendenti donne: dalle figure professionali della cucina a quelle di sala. Le donne sono presenti soprattutto in sala, dove si riescono a gestire più facilmente i contratti part time, decisamente molto richiesti e utilizzati in questo settore: si aggirano intorno al 40% del totale dei contratti.

In generale, si registra una netta prevalenza di contratti duraturi: il 72% dei contratti è, infatti, a tempo indeterminato, contro il 28% a tempo determinato. Lo stipendio medio – prendendo come riferimento il 4° livello del CCNL di settore turismo– si aggira sui 1.200 euro netti al mese.

Dopo il trend negativo di settore che si è registrato nel 2014, quest’anno cominciano anche a vedersi i primi segnali di ripresa. Le figure professionali più richieste sono sempre quelle più qualificate quali, per esempio, cuochi e pasticcieri.

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Redazione

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