Aprire un franchising di patatine fritte

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Quando abbiamo parlato dei settori più promettenti per il franchising, abbiamo citato la ristorazione come tra quelli che hanno registrato i tassi di crescita più alti degli ultimi anni. Per entrare più nello specifico del settore, nell’ambito della ristorazione si è registrata una rapida crescita dello street food ed in particolare delle friggitorie: ecco perché aprire un franchising di patatine fritte può rappresentare una scelta vincente.

Aprire un franchising di patatine fritte: opzioni

Tra le attività di friggitoria in franchising, la friggitoria di patatine fritte in Italia è in rapida diffusione, con diverse insegne di affiliazione presenti. Ci sono casi di successo come quello di Filippo Di Lorenzo, 37enne napoletano “folgorato” dalla patatine dopo un viaggio ad Amsterdam. “Le patatine olandesi erano diventate il mio chiodo fisso. Nel 2010, ho deciso di creare un’insegna che avesse un sapore internazionale, Chipstar, e un format di botteghe di frittura da lanciare in Italia”, ha raccontato in un’intervista a Millionaire.
Ci sono due opzioni principali per aprire un franchising di patatine: aprirlo all’interno di una friggitoria che sforna diversi generi di cibi oppure avviare la propria impresa affiliandosi ad un franchisor monoprodotto.

Aprire un franchising di patatine fritte: requisiti

La friggitoria da asporto, così come il franchising di patatine fritte, è una semplice attività artigianale nel settore alimentare. Che si tratti di un’impresa individuale o di una società, il titolare o legale rappresentante deve possedere i seguenti requisiti:

  • essere in possesso dell’idoneità alla produzione e commercio alimentare (corso SAB o equipollente);
  • possedere o aprire una posizione IVA, INPS, INAIL e registrare l’attività nel registro delle imprese presso la Camera di Commercio;
  • comunicare al municipio di residenza l’avvio attività almeno 30 giorni prima l’apertura.

Occorre mettere in conto un investimento iniziale di almeno 30/40mila euro, comprensivo dei costi di avviamento attività, affitto dei locali ed affiliazione al franchisor, oltre naturalmente alla royalty da pagare mensilmente al franchisor. Si tratta di costi molto più bassi rispetto ad un’attività imprenditoriale autonoma: i franchisor coprono nella cifra richiesta per l’affiliazione i costi relativi ad arredi ed attrezzature.

Aprire un franchising di patatine fritte: le insegne

Ecco alcune insegne di franchising di patatine fritte attive sul mercato italiano:

Kingdom Chips Bruxelles, marchio di street food già consolidato sul mercato. Investimento richiesto: 25mila euro

Chips Amsterdam è il marchio delle classiche friggitorie olandesi in franchising, presente in tutta Italia. Investimento richiesto: 30mila euro.

Sweet&Chips è un franchising di patatineria che unisce al format della patatina fritta, il mondo del dolce, con un prodotto unico come i Donuts, la classica ciambella americana. Investimento richiesto 34mila900 euro

ChipsyAmsterdam è un franchising di patatinerie ispirato ai tipici locali della capitale olandese. Investimento richiesto 39mila500 euro.

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Redazione

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