Treu: “Chi è contro la flessibilità è fermo al secolo scorso”

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Tiziano Treu, ex ministro del lavoro, è intervenuto ai microfoni della trasmissione “Ho scelto Cusano”, condotta da Gianluca Fabi e Livia Ventimiglia su Radio Cusano Campus, emittente dell’Università Niccolò Cusano (www.unicusano.it).

La situazione dell’occupazione in Italia. “E’ passato un anno e poco più dal jobs act, la crescita è lenta ma c’è. Il jobs act ha sicuramente aperto alle novità e questo è un fatto positivo, ma è solo un primo passo. Poi bisogna sperare che questa ripresa che è in atto si consolidi e aumentino le opportunità di lavoro. E’ importante che le imprese capiscano che ci sono vari modi di dare lavoro, diversi da quelli di una volta. Poi chi opera sul mercato del lavoro, i centri pubblici e le agenzie private. Se le opportunità sono poche è un problema, ma almeno quelle poche vanno prese. Ancora però non ci sono però operatori sufficienti per coglierle tutte. Ci sono opportunità per i giovani che non vengono colte perché la gente non lo sa, la comunicazione non funziona del tutto o perché la scuola non sforna ancora sufficienti professionalità. E’ passato un anno e poco più dal jobs act, la crescita è lenta ma c’è. Bisogna fare più istruzione che sia finalizzata al futuro, con specializzazioni tecniche e scientifiche”.

Il ‘pacchetto Treu’ viene indicato da alcuni come il provvedimento che ha dato vita al precariato. “Chi dice questo pensa che il mondo sia fermo ad un secolo fa –ha affermato Treu, quando l’industria era ferma, uno entrava in un’azienda e moriva lì, non c’era bisogno di flessibilità. Ora la flessibilità è inarrestabile, occorre regolarla. Credo che il jobs act abbia regolato la materia nel modo giusto. Nel mio caso avrei fatto di più per quanto riguarda gli ammortizzatori sociali per aiutare chi perdeva il posto di lavoro, li avevamo previsti ma poi il governo Prodi è crollato”.

Referendum costituzionale. “Io ho firmato il manifesto del sì –ha affermato Treu-. Avere due Camere che fanno le stesse cose, che si pestano i piedi, è un unicum in tutta Europa, crea solo complicazioni. E’ una follia. Per alcune leggi che ho seguito abbiamo dovuto fare la navetta 7 volte tra Camera e Senato. Già solo la semplificazione e il miglioramento della qualità legislativa sono un grande passo avanti. Possiamo discutere dei dettagli, ma tutta Europa va in questa direzione, noi siamo solo in ritardo di decenni. In questo senso le riforme di Renzi possono rappresentare una continuità con quello che era il nostro governo. L’Ulivo queste cose in passato le diceva, adesso non bisogna pentirsi. Quelle idee che avevamo nel 96-97 erano le migliori idee che circolavano in Europa, altri le hanno attuate, noi no”.

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Redazione

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