Randstad presenta il primo report di sostenibilità

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Randstad presenta il suo primo report di sostenibilità: la filiale italiana del colosso olandese, secondo operatore al mondo nelle risorse umane, dopo il lancio della divisione Youth at Work rende noto il report di sostenibilità 2015 e gli obiettivi 2016 in termini di work-life balance, formazione dei dipendenti (anche somministrati), orientamento dei giovani, prevenzione.

Randstad: il report di sostenibilità

Impegnarsi in buone prassi sociali e in investimenti ambientali, per restituire concretamente al territorio ciò che dal territorio si è preso. Questo significa seguire politiche di responsabilità sociale e Randstad, che da anni ha intrapreso questo percorso, oggi lo comunica pubblicando il suo primo Report di Sostenibilità, “Diamo vita al lavoro”, relativo al 2015. Randstad Italia è la filiale italiana della multinazionale olandese, secondo operatore al mondo nel mercato delle risorse umane (ricerca, selezione, formazione e somministrazione di personale alle aziende) e uno dei principali player nel nostro Paese.

“Vogliamo valorizzare il percorso fatto dall’azienda in materia di sostenibilità e accrescere la consapevolezza interna su questo tema – spiega l’amministratore delegato, Marco Ceresa -. La sostenibilità di impresa porta a considerare le istanze economiche, sociali ed ambientali tra loro complementari, poiché le buone prassi sociali o gli investimenti ambientali possono diventare importanti strumenti competitivi: in un momento in cui la società civile inizia gradualmente ad accordare la propria fiducia alle realtà aziendali che seriamente si impegnano anche sotto questo profilo, investire in sostenibilità diventa la migliore garanzia di successo per il futuro dell’impresa”.

Randstad: come va il business

Ecco quindi che ai numeri di “business” relativi al 2015, che danno conto dello stato di salute dell’azienda in termini tradizionali – 697 milioni di euro di ricavi (+18,2%), 54.106 lavoratori somministrati (+18,5% rispetto al 2014), 1.314 dipendenti diretti (+22%), 8.557 clienti (+18%) – si affiancano altre cifre, che testimoniano l’impegno di Randstad nei confronti del territorio, della società, dei giovani, dei dipendenti e dell’ambiente: 326.000 euro erogati per l’asilo nido dei figli dei dipendenti, 20.000 ragazzi delle scuole superiori incontrati per azioni di orientamento al lavoro (oggi ai giovani è dedicata un’apposita divisione, [email protected], che raccoglie in sé moltissime iniziative di formazione e informazione e si rivolge anche ai ragazzi delle medie), 81% di presenza femminile in azienda, ben il 50% di donne nel Management Team.

Ma se questo è ciò che si è ottenuto, ancora più ambiziosi sono gli obiettivi per il 2016: riequilibrare il divario di stipendio per genere, migliorare la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, proseguire con le iniziative di alternanza scuola-lavoro volte a orientare i giovani ad un approccio attivo del mercato del lavoro, investire nella cosiddetta “transizione scuola-lavoro”, intensificare la cultura della prevenzione e dell’attenzione verso la salute e sicurezza dei lavoratori, in particolare quelli somministrati, e potenziare ulteriormente la loro formazione, soprattutto per i profili tecnici e molto specializzati.

Randstad: “Dare forma al mondo del lavoro”

La “mission” di Randstad infatti è dare forma al mondo del lavoro, anche partecipando alla determinazione delle regole che lo caratterizzano. Il contributo di Randstad alla società è dunque aiutare le persone a trovare il lavoro giusto, migliorando la loro qualità di vita, e nel contempo fornire ai clienti i migliori talenti, permettendo così di raggiungere gli obiettivi di business. Ciò si ottiene con processi rigorosi, come testimonia l’ottenimento di numerose certificazioni, la ISO 9001 e la SA 8000 (la seconda applicata da Randstad Italia Spa sia per i lavoratori fissi che per i lavoratori somministrati), sviluppando così un Sistema di Gestione Integrato (SGI) Qualità e Responsabilità Sociale. Inoltre, nel giugno 2011 Randstad ha ottenuto la certificazione GEEIS (Gender Equality European & International Standard), prima azienda nel settore delle risorse umane a vedere riconosciuto il suo impegno nell’offrire “pari opportunità” a uomini e donne all’interno dei processi decisionali aziendali.

Alle certificazioni si affianca un rigore della condotta aziendale che trova nel Codice Etico, la raccolta di principi e regole che ispirano e guidano i comportamenti quotidiani, nel sistema di controllo interno e di gestione dei rischi, nel Modello di Organizzazione e Gestione (MOG) e nell’insieme delle policies aziendali, validi strumenti per garantire l’aderenza a quei principi che contraddistinguono l’azienda: onestà, legalità, trasparenza, responsabilità verso la collettività e rispetto dell’ambiente.

Autore

Redazione

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