Gi Day: focus su Apprendistato e colloqui per 120

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E’ stato un successo il Gi Day di Milano, la giornata dedicata all’orientamento al lavoro realizzata lo scorso 22 maggio dall’agenzia per il lavoro Gi Group. 120 giovani e 12 aziende hanno partecipato alla manifestazione, aperta da un approfondimento dedicato all’apprendistato, tema centrale nei Gi Day edizione 2013, cui hanno partecipato sia le aziende (il mattino) sia i ragazzi nella prima parte del pomeriggio, che poi, nell’assessment di gruppo, hanno incontrato i referenti delle aziende aderenti all’iniziativa.

A margine dell’evento Lavoro e Carriere ha rivolto qualche domanda  sul tema dell’apprendistato ad Alessandro Nodari, Direttore marketing e comunicazione di Gi Group. Attraverso, due prodotti dedicati, StartApp e App to You, Gi Group si pone l’obiettivo di semplificare l’apprendistato, mettendo al centro dell’azienda i talenti, con la differenza che, nel primo caso, i giovani sono assunti con contratto di apprendistato in somministrazione dall’agenzia, nel secondo caso direttamente dall’azienda.

“C’è grande interesse per lo strumento dell’apprendistato – afferma Nodari – ma le aziende sono spesso spaventate dagli aspetti ed oneri burocratici. Per questo abbiamo messo a punto ‘ApptoYou’, un servizio di consulenza con il quale aiutiamo le aziende a mettere a punto il piano formativo e tutti gli adempimenti necessari ad inserire un apprendista”.

Quello che frena le aziende nell’utilizzo dell’apprendistato è proprio  la difficoltà di gestione ma “se ci si fa accompagnare – dice Nodari – la complessità viene superata”. L’attenzione verso l’apprendistato di Gi Group si è concretizzata con la nascita di “Start App”, lo strumento che serve ad inserire i giovani apprendisti nelle aziende utilizzatrici: l’agenzia si occupa di gestione e burocrazia mentre l’azienda si concentra sulla formazione del giovane inserito, che è poi il fine ultimo dell’apprendistato.

“Le aziende – conclude Nodari – devono comprendere che si tratta di un investimento sulla persona di almeno 3 anni, un contratto in cui le parti s’impegnano vicendevolmente per crescere insieme”. Come dire: non si pensi all’apprendistato come un sistema per garantirsi manodopera giovane a basso costo, ma ad un vero progetto di valorizzazione per l’azienda e i nuovi assunti.

Autore

Giornalista freelance, blogger e scrittore, inizia a collaborare a Lavoro e Carriere nel lontano 1999. Oggi è coordinatore editoriale della testata.

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