Formazione: in Italia è prevista solo per il 5% dei nuovi manager

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Nel 2016 solo il 15% delle aziende aumenterà il budget per la formazione. In crescita l’interesse per il Digital Learning. Prendono il volo social, videocorsi e webinar anche se la formazione in aula rimane prevalente ed è considerata più efficace.

In Italia, in questi primi mesi dell’anno, solo il 5% delle aziende ha investito facendo formazione ai nuovi Manager prima o subito dopo che sono stati nominati responsabili di gestione di un team di persone. E soltanto il 25% riceverà formazione nel corso di quest’anno. Meno del 4% di loro, infine, investirà autonomamente in formazione per migliorare la propria professionalità senza aspettare il supporto dell’azienda.

Cresce però da parte delle aziende l’interesse per Digital Learning, anche se la formazione in aula rimane prevalente ed è considerata più efficace per l’interazione con il docente. Il 54% delle imprese prevede per il 2016 un budget dedicato allo sviluppo di nuove iniziative digitali: social, videocorsi, app e webinar. Questo è quanto emerge dall’Osservatorio di Hara Risorse Umane, società di consulenza dedicata al mondo HR attraverso la formazione, la consulenza e la ricerca e selezione.

“Il 95% dei Manager non riceve formazione sulla gestione dei collaboratori al momento di iniziare questa attività – afferma Antonio Messina, Presidente di Hara Risorse Umane – Peccato che gestire collaboratori sia un mestiere totalmente nuovo per il nuovo Manager, delicato e la cui capacità impatta in modo significativo sui risultati e sull’engagement delle persone. In molti casi è un problema culturale. Molta formazione infatti può essere finanziata. Sono ancora tante le aziende italiane che utilizzano parzialmente o non utilizzano totalmente i fondi professionali di finanziamento della formazione, che sono a disposizione e a costo zero.”

In Italia mediamente siamo molto indietro dal punto di vista dell’engagement dei dipendenti. Le aziende fanno fatica a togliere i Manager dall’operatività per uno o due giornate di formazione. Non c’è ancora una cultura in azienda dell’importanza di investire in una competenza davvero delicata e che troppo spesso e con troppa superficialità viene data per scontata.
“Si potrebbe ottenere un impatto sia diretto che indiretto dell‘engagement di almeno il 30% in più. E questo incremento contribuirebbe positivamente a migliorare la competitività delle imprese. Le aziende si preoccupano e si lamentano giustamente del costo lavoro elevato in Italia, che è un dato di fatto e speriamo che prima o poi venga ridotto. Ma, in attesa di un intervento dello Stato consistente, si preoccupano invece poco di quello che potrebbero fare senza bisogno di aiuto: lo spreco di energia, di motivazione e di produttività, quindi di costi, dovuto alla cattiva gestione dei collaboratori da parte dei Manager” conclude Antonio Messina.

Per ulteriori informazioni: www.hararisorseumane.itfacebook.com/hararisorseumane

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Redazione

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